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Buffon: “Grazie Juve, ora sogniamo ad occhi aperti”

Buffon orgoglioso della Juventus

Parla Gigi Buffon, intervistato oggi da Sky. Il portierone bianconero ha rilasciato dichiarazioni a tutto campo sulla Juve che sta nascendo, sulle ambizioni, sue e della squadra. “Innanzitutto ci tengo a ringraziare la Juve perché quanto fatto in questi cinque anni è straordinario, ed è merito di tutte le singole persone che compongono la società, e perché in questa finestra di mercato è stato dato un impulso davvero notevole che permetterà a noi un po’ più anziani di credere a qualcosa di grandioso e ai tifosi di sognare ad occhi aperti. Questo non capitava da tanto, ma ora sono stati fatti acquisti di spessore e livello internazionale. Certo, se tornassi ad essere il Gigi che a sei, sette anni, collezionava gli album delle figurine, completare la squadra della Juve mi renderebbe il bambino più felice del mondo, perché vedere tutti questi campioni mi farebbe davvero piacere. Però un conto sono gli albi delle figurine, un conto è il campo. E lì dovremo dimostrare che tutto ciò che si dice di noi è vero”.

Higuain, il parere del capitano

Un caso che ha fatto il giro del mondo: Higuain alla Juventus. Quale il pensiero di Buffon? E, soprattutto, se l’aspettava? “In effetti no, poi quando tutti hanno iniziato a parlarne, un pensierino ho iniziato a farlo. Era uno spauracchio, il pericolo numero uno ogni volta che incontravamo il Napoli. Parliamo di un giocatore di livello internazionale, che stimavamo prima e che… stimiamo ancora di più ora. Le critiche ricevute dopo il passaggio alla Juve? Io credo che un giocatore che ha il coraggio di fare una scelta simile, dimostra una grandissima personalità, perché per lui sarebbe stato molto più comodo farne altre. E poi la stampa, i tifosi, anche noi giocatori siamo molto volubili: a seconda di come vanno le cose ci sentiamo molto attaccati a certi campioni, ma anche subito pronti a prenderne le distanze. Io penso che uno come Higuain che a Napoli in tre anni ha segnato caterve di gol credo avesse giustamente la libertà di scegliere un’altra destinazione”.

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