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Clamoroso Marotta, il dg apre al ritorno dell’attaccante in bianconero

Marotta apre ad un clamoroso ritorno in bianconero

Nell’intervista che Beppe Marotta, direttore generale della Juventus, ha rilasciato all’inaugurazione di “Assist”, mostra di Alessandro Del Piero presso lo spazio ADPLOG di torino, si è parlato anche di mercato. Queste le dichiarazioni del dg bianconero a TuttoJuve.

SULLO SFOGO DI ALLEGRI – “Quello è un aspetto da sottolineare positivamente, siamo consapevoli di essere una squadra forte e in grado di centrare tutti gli obiettivi a cui partecipiamo. Sappiamo anche che il nostro ruolo sia diverso da quello degli anni passati, oggi siamo tra le squadre da battere. Questo ruolo di favorita chiaramente presuppone il fatto che gli avversari ci affrontino con uno spirito diverso, e che noi stessi rischiamo di caricarci di quelle ansie e di quelle apprensioni che dobbiamo eliminare”.

SUL GAP CON LE GRANDI – “Non so se il gap sia stato annullato, dico solo che la Juventus in questi anni ha cambiato il suo ruolo in Champions: eravamo outsider e oggi la critica ci mette tra i protagonisti e potenziali vincitori. La metamorfosi è avvenuta nel corso degli anni e chiaramente presume certe difficoltà. Real Madrid, Barcellona, United, City e Bayern Monaco sono ormai delle certezze e sappiamo che non hanno bisogno di migliorie per arrivare a recitare un ruolo da protagonista”.

SU MORATA – “Nel calcio mai dire mai. Sapevamo che rischiavamo di perderlo e ci è dispiaciuto. Il suo amore verso la Juventus è un presupposto importante affinché un giorno possa tornare per un matrimonio definitivo”.

SU BONUCCI – “Il fatto che queste annate siano state felici per la squadra rende felice anche i singoli. È normale che ci sia prova d’amore da parte di molti giocatori”.

SU LEMINA E PJANIC – “Abbiamo ricevuto parecchie offerte per tanti giocatori. Alcune delle quali non “uscite” perché rivolte per nostri giocatori importantissimi. Per gli undici che vanno in campo la competenza è di Allegri, che la svolge al meglio. Eppoi il calcio è uno sport di squadra, si perde in undici e si vince in undici.

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