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Funerale Astori, la Juventus e i retroscena per presenziare all’addio

Funerale Astori, la Vecchia Signora fece di tutto per esserci. Tottenham-Juventus è stata sicuramente una delle partite più importanti della stagione bianconera. Le reti di Higuain e Dybala nel secondo tempo hanno ribaltato lo svantaggio iniziale, spedendo la squadra di Allegri ai quarti di finale di Champions League. Eppure, nonostante il risultato appena raggiunto, non ci furono molti festeggiamenti nello spogliatoio ospite quella sera.

Le parole di Buffon nel ricordo di Astori

Solo qualche giorno prima, infatti, era scomparso Davide Astori, capitano della Fiorentina e compagno di nazionale di molti bianconeri, tra cui Buffon. Proprio il numero 1, rientrato in spogliatoio, avrebbe pronunciato queste parole: “Abbiamo trovato un aereo privato che ci porterà a Firenze domani mattina, dove ci sono i funerali di Davide. Se qualcuno di voi vuole venire, si faccia trovare stanotte nella hall, noi partiamo alle 4.30″. Parole di un certo spessore quelle pronunciate dal capitano bianconero che, incredibilmente, avevano toccato nel profondo tutti i compagni di squadra. Il problema, quella notte, è che tutta l’intera squadra si ritrovò nella hall dell’albergo, pronta a imbarcarsi sul jet prenotato inizialmente per accogliere solo Buffon e Allegri.

Posti limitati e, infatti, su quel volo sono saliti solo in 12: compreso l’equipaggio, erano presenti Allegri, Buffon, Chiellini, Benatia, Pjanic, Barzagli, Marchisio, Rugani e il secondo allenatore Landucci. Vennero raggiunti poi da Bernardeschi che, non partito per Londra a causa di un infortunio, arrivò direttamente da Torino.

La vicinanza alla città di Firenze

Un altro retroscena, poi, è stato svelato in questi giorni. Ai giocatori bianconeri era stato proposto di entrare in chiesa da un percorso riservato, visto l’astio da parte dei tifosi fiorentini. Buffon, però, a nome di tutti, ha chiesto di potersi presentare sul sagrato per testimoniare la vicinanza della Juve alla città di Firenze. Il portiere si è così espresso: “Per noi juventini andare a Firenze non è mai semplice…Ma vedere la gente che ci applaudiva al nostro arrivo è stato molto bello. La nostra presenza li ha fatti sentire meno soli e ne vado fiero. È stato l’ultimo saluto non a un grande amico, ma a una delle persone migliori che ho incontrato nel mondo dello sport“.

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