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Il direttore si scusa dopo le dichiarazioni su Juve-Napoli

Si scusa il direttore! A seguito delle pesanti e allusive dichiarazioni post  Juve Napoli, l’illustre giornalista è stato costretto a pagare il conto.

L’AIA non ha fatto passare lisce le gravi affermazioni di Liguori, e ha avviato una procedura di mediazione con il giornalista prima di intraprendere la causa civile in tribunale. La mediazione si è risolta ieri, e il processo quindi non si farà, perché Liguori e Mediaset hanno accettato le condizioni dell’associazione

L’AIA, assistita dalla Commissione Esperti Legali e dal suo Responsabile Avv. Di Stasio, ha accettato di non proseguire l’attività giudiziale a fronte del versamento, da parte della società editrice del programma, di una somma di denaro a favore del Fondo di Solidarietà dell’AIA per gli arbitri vittime di violenze e della consegna, da parte del dott. Liguori, di una formale lettera di scuse”. Resta ovviamente possibile ogni eventuale azione legale intrapresa dai singoli associati a tutela della propria onorabilità e reputazione, spiega il comunicato ufficiale.

Ecco il testo della lettera con cui Liguori chiede scusa all’AIA

“Spettabile Associazione Italiana Arbitri,

desidero condividere con i Vostri consociati qualche considerazione in relazione ad alcuni miei commenti resi l’8 febbraio 2016 nell’ambito della trasmissione di Italia 1 Tiki Taka e del programma radofonico Radio Goal dell’emittente Kiss Kiss.

Come spesso accade, essendo io un grande appassionato e – mi piace pensare – anche un discreto conoscitore dello sport del calcio, sono stato invitato dai suddetti programmi ad unirmi al dibattito e commentare le vicende sportive più rilevanti e l’approssimarsi dei match più “caldi” entro la classifica del campionato di Serie A.

Tra i vari temi affrontati, si è toccato pure quello relativo al match che avrebbe visto contrapposti, il successivo 13 febbraio, la Juventus ed il Napoli, la cui disputa avrebbe rappresentato uno snodo fondamentale ai fini dell’assegnazione dello scudetto.

Probabilmente, il fatto che tutti i temi sopra menzionati siano stati trattati nel contesto del talk show in cui si parla di calcio, che – per definizione – infiamma gli animi delle persone, ha in qualche modo agevolato l’utilizzo di toni più accesi ma non per questo dettati da una qualche volontà di offendere.

Giornataccia per il direttore, che finalmente dopo svariati attacchi, paga il conto.

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