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Juve, parla Sconcerti: “Crollo inevitabile, Dybala è troppo fragile”

La sconfitta della Juventus contro il Real ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi bianconeri. Dopo aver giocato alla pari per un’ora, la squadra di Allegri si è completamente disunita dopo il secondo gol di Cristiano Ronaldo.

Una debacle inattesa alla vigilia, nonostante si conoscesse bene il livello e la forza dell’avversario. Il giornalista Mario Sconcerti ha provato, attraverso le pagine del Corriere dello Sport, a spiegare il motivo di un risultato così pesante.

“Real troppo superiore in mezzo”

Calciomercato Juve News Real

“Il conto è arrivato tutto insieme, la Juve sta ancora a guardarlo. Una differenza che, alla viglia, non era prevedibile e un gol, dopo 3 minuti, che ha condizionato tutto ma non giustifica niente.

Troppa diversità, nata e cresciuta con gli stessi elementi 10 mesi fa a Cardiff. Troppa diversità in mezzo al campo, fatta di qualità individuale di Modric, Kroos e Casemiro, più la leggerezza di Isco che è ovunque e in nessun luogo”.

Sconcerti: “Bentancur immaturo, Dybala fragile. Il crollo era inevitabile”

Rodrigo Bentancur

Sconcerti continua così: “Se a tutto ciò aggiungiamo un Ronaldo in stato di grazia, con tutto lo stadio in piedi ad applaudirlo con infinita amarezza, resta ormai poco. La Juve potrebbe recriminare per essere stata costretta a schierare l’immaturo Bentancur, per la serata no di Chiellini e per la fragilità di Dybala, a disagio nel confermarsi a certi livelli.

Bisogna aggiungere poi che Allegri, con le sue scelte, ha diviso in due la squadra dimenticando il muro del palleggio a metà campo del Real. Che il crollo sia maturato verso la fine conferma che lo stacco fra le due squadre era naturale, doveva semplicemente arrivare“.

“La Juve in difficoltà? Un’ingiustizia”

Db Verona 30/12/2017 – campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport
nella foto: Massimiliano Allegri

Il giornalista, di nota fede viola, conclude con un pensiero quasi sorprendente: “L’abitudine ad essere rappresentato ovunque dalla Juve abitua al tuo padrone, fa nascere un sentimento. Vederlo in difficoltà, come poche altre volte, mi è sembrata una sorta di ingiustizia.

La Juve, ora, dovrà prima andare a rimediare qualcosa a Madrid, poi pensare profondamente a una bellissima stagione a metà. Si tratta di una straordinaria squadra mai compiuta, qualsiasi cosa riesca a vincere. L’impallidire di Mandzukic, uomo simbolo di un’idea vincente un anno fa, non è stato compensato dall’arrivo di giocolieri come Douglas Costa. Ora serve fortuna. Troppa”

 

 

 

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