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Mancini – l’uomo che vince sempre, annientato. La gobba verità

Mancini e l’insostenibile peso di una Juventus dominante

Mancini ancora stucchevole, l’uomo che vince sempre nonchè definito grande allenatore. Stranamente si accorge solo ora che non siamo nel 2006. Questo è il 2016, dieci anni dopo il complotto ordito dal calcio italiano, il buon Roberto si è reso conto che non potrà avere un Ibrahimovic a 22 milioni ne distruggere il campionato italiano per mancanza di avversari. La sua arroganza e spavalderia si dileguano insieme a lui nella notte, poche ore fa il tecnico si è dimesso. Voci vicine all’ambiente nerazzuro parlano di un mercato non all’altezza delle aspettative, e quando mai, di Roberto Mancini. Lo stesso allenatore che fece spendere al City circa 650 milioni di euro per vincere un campionato ed una coppa di Inghilterra, con figure a dir poco barbine in Champions League.

Prima la polemica con Thohir, poi con i nuovi dirigenti. Svegliarsi di colpo e ritrovarsi nei pasticci, ha acceso la folle notte di Mancini

Ufficialmente conflitti con i dirigenti per quanto riguarda il mercato, maliziosamente si crede che lo spogliatoio lo abbia scaricato già da tempo. Parabola discendente ed implacabile, il tecnico si strangolò da solo. Le critiche a Icardi, alla difesa,. I gestacci ai tifosi e le polemiche con Sarri, in nessun periodo ha avuto la prontezza di tenere la squadra unita e lo spogliatoio tranquillo. Tanti i problemi che lo hanno condannato pian piano alla rassegnazione. Da chi vince ben cinque scudetti dominando il calcio italiano, ci si aspetta molto più che 5 mesi in vetta per poi crollare vertiginosamente. Ci si aspetta di più tatticamente, psicologicamente magari, invece no.

Tutto come prima, in dieci anni dalle stelle alle stalle

Negli ultimi mesi si è capito quanto poco valgano i successi post calciopoli, poco pochissimo. Oltre al chiedere giocatori dal costo proibitivo, per poi addirittura bruciarli (vedi Melo, Jovetic, Shaqiri). Insomma un progetto tecnico senza capo ne coda, senza idee, senza spirito. Quello che noi tifosi bianconeri sapevamo da tempo si è concretizzato in poco più di due stagioni. Ben tornata pazza Inter, addio Roberto Mancini. Partenza che gli consegna un nuovo titolo personale, l’allenatore più capriccioso ed egocentrico del calcio italiano. La farsa è iniziata con lui, e si conclude senza, la Juventus è tornata dove merita di stare ed a quanto pare il fenomeno di Jesi era a corto di miracoli.

 

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