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Tuttojuve; Nicchi “Nuova calciopoli? Rischio possibile”

Rischio Calciopoli? – Nonostante l’introduzione del var in questa stagione, le polemiche sugli errori arbitrali non sono diminuite. Ogni settimana, milioni e milioni di tifosi, continuano a lamentarsi di partite condizionate da decisioni arbitrali e la FIGC, negli scorsi giorni, avrebbe pensato di togliere il 2% del diritto di voto nell’assemblea proprio agli arbitri, escludendoli di fatto dalla politica calcistica del paese.

Il presidente dell’AIA, Marcello Nicchi, ha lanciato un allarme, come riportato anche dal sito IlBianconero.com.

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“Nuova calciopoli? Rischio possibile”

Intervenuto ai microfoni di Radio Rai, Nicchi ha dichiarato che: Minare l’indipendenza e la terzietà della classe arbitrale potrebbe significare l’inizio di una nuova Calciopoli. Lo sciopero? Io faccio di tutto per calmare gli arbitri, ma non sorprendetevi se non li troverete sul campo. L’arbitro deve votare perché è un principio democratico e mettere le mani sugli arbitri significherebbe che ognuno dice la sua: nel modo di designare, nella crescita, nell’organizzazione

Il Var è uno strumento che funziona, migliorabile e ormai voluto e accettato da tuttiCi sono occasioni in cui si deve andare al monitor e altre in cui non c’è bisogno. Ma a decidere è sempre l’arbitro in campo, questo deve rimanere un caposaldo. In Italia c’è un’organizzazione che funziona, tutti gli altri ci stanno seguendo. Non ho sensazioni di contrarietà al Var, ma anzi si chiede di migliorarla e ora si va in campo più sereni: dai protagonisti in campo, ai tifosi. Questo è uno strumento che fa giustizia”.

“Buffon? Atteggiamento sbagliato, su Agnelli non mi pronuncio”

Infine, due parole sulle dichiarazioni di Buffon e Agnelli nel post Madrid: “Buffon? Buffon è un grande campione che si avvia ad una bellissima carriera dirigenziale, ma a certi livelli bisogna stare attenti a cosa si dice perché ci sono i ragazzi che ascoltano. Se fosse successo in Italia avrei difeso l’arbitro, che non può essere offeso e minacciato né prima, né durante e né dopo. Poi ci sono gli organi che devono giudicare. Agnelli? Non posso agire sul modo di pensare di un dirigente italiano“.

 

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